Depura impianti | Impianti di prima pioggia

Impianti di prima pioggia

Postato da  on 
gennaio 27, 2015
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Si parla di “acque di prima pioggia “ per le acque piovane precipitate nei primi 15 minuti dell’evento meteorico; per tali quantità viene definito un valore di riferimento pari di solito a 5 mm uniformemente distribuiti sull’intera superficie.

Il carico inquinante delle acque di prima pioggia dipende da due fattori principali: l’accumulo degli inquinanti (fanghi, sabbie, oli minerali, ecc) sulle superfici urbane e la capacità di dilavamento da parte delle piogge. Pertanto il trattamento di depurazione e smaltimento attuato con gli “Impianti di trattamento acque di prima pioggia“, permette di raggiungere i seguenti obiettivi:

- la separazione delle acque di prima pioggia da quelle successive;

- il trattamento delle acque di prima pioggia con adeguato sistema di filtrazione/depurazione prima dello scarico finale.

Il funzionamento è relativamente semplice, infatti durante l’evento meteorico l’acqua precipitata viene raccolta mediante le caditoie dai pozzetti installati sull’area ed incanalata  verso l’impianto di trattamento, costituito in genere da: pozzetto scolmatore, vasca di raccolta e stoccaggio “prima pioggia”, vasca disoleatore e pozzetto di ispezione finale.

L’acqua in arrivo all’impianto attraverserà prima il pozzetto scolmatore (ossia un pozzetto a tre vie, con terza via per l’acqua di “seconda pioggia”) e poi defluirà nella vasca di raccolta e stoccaggio detta “vasca di prima pioggia” fino a riempirla. La decantazione delle acque all’interno della vasca separa sabbie, terricci e altri materiali sedimentabili trascinati dall’acqua, che si accumuleranno sul fondo.

La presenza di un sistema provvisto di tappo otturatore con galleggiante nella tubazione d’ingresso alla vasca, chiuderà l’accesso all’acqua di “seconda pioggia” quando la vasca è piena.

A questo punto, una volta che il sensore di pioggia avrà rilevato la conclusione dell’evento meteorico, azionerà l’orologio programmatore (inserito nel quadro elettronico di controllo), il quale dopo 24 ore avvierà una elettropompa sommersa, che trasferirà a portata costante (regolata da una saracinesca situata nella tubazione di mandata della pompa stessa) l’acqua pompata alla vasca disoleatore, compatibilmente con la capacità di smaltimento dei recettori finali.

Il “disoleatore” è un sistema costituito da un vano di sedimentazione, un vano di separazione ed un successivo settore di filtrazione, contenente un filtro che può essere a coalescenza o a pacco lamellare e che ha la funzione di trattenere le particelle di oli minerali ed idrocarburi flottanti che filtrano dalla separazione. Possono essere forniti inoltre dei filtri adsorbi oil, “cuscini” galleggianti, idonei a catturare e trattenere gli oli che si stratificano sulla superficie dell’acqua.

La successiva acqua in arrivo (ossia l’acqua di “seconda pioggia”) nelle 24 ore in cui la vasca prima pioggia rimane piena d’acqua, verrà incanalata direttamente nella condotta by-pass del pozzetto scolmatore.

L’acqua reflua dal disoleatore e l’acqua di scolmatura passeranno per il pozzetto d’ispezione finale, dal quale partirà la condotta destinata al ricettore finale.

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